Trump e Maduro contro il deep state, cosa c’è dietro l’assalto a Capitol Hill

Sembra fantapolitica, eppure le prove che emergono non lasciano molti dubbi. Dietro l’assalto al Congresso Usa del 6 gennaio ci sarebbe il Venezuela di Nicolás Maduro, in combutta con Donald Trump per riappropriarsi del potere ingiustamente tolto al Tycoon tramite un’elezione farsa. I due si sarebbero incontrati a Caracas per pianificare tutto e avrebbero pagato Jacob Anthony Chansley, in arte Jake Angeli, per guidare le proteste di Capitol Hill e far scoppiare la rivolta nel Paese.

Le motivazioni – Nemici storici, eppure uniti contro contro Joe Biden. Perché? Due sono le motivazioni che emergono dalle indagini fatte. La prima è strettamente collegata con QAnon. Maduro e Trump, uniti dalla fede cristiana, sarebbero protagonisti della dura lotta in atto tra il bene e il male. I brogli che hanno portato Biden a essere eletto come presidente degli Stati Uniti sono funzionali al mantenimento dello status quo, ma non solo. Grazie al nuovo presidente, la setta capeggiata da Hillary e Bill Clinton avrà mano libera per continuare ad allungarsi la vita, estraendo l’adrenocromo dal sangue di bambini tenute in catene. La seconda motivazione che ha portato Maduro e Trump ad allearsi è di origine storica e trova le sue fondamenta nella dottrina Monroe del 1823, di origine statunitense, ma oggi condivisa anche a Sud della Florida: fuori gli europei dalle Americhe.  Dietro alla vittoria di Biden ci sarebbe lo zampino dell’Italia. Vandersteel, nota giornalista fuori dai circuiti mainstream, lo ha cinguettato forte e chiaro: “Un membro del board di Leonardo ha modificato i satelliti per spostare voti da Trump a Biden – aggiungendo che – Obama e Renzi hanno orchestrato tutto con l’aiuto della Cia”. L’assalto al Congresso, insomma, sarebbe il tentativo di evitare la realizzazione di un complotto ormai diffuso e le persone coinvolte patrioti dell’umanità. 

Le reazioni – L’Unione europea ha subito bollato gli ultimi retroscena come fandonie. L’Organizzazione degli Stati americani (OSA), invece, ha predicato prudenza. Questo atteggiamento sembra dimostrare che qualcosa di poco chiaro esista: non è abituale che l’OSA non prenda posizione in un tentativo di colpo di stato nelle Americhe. Maduro al momento non ha rilasciato dichiarazioni. Probabilmente è consapevole che, mentre è appena passato l’impeachment alla Camera contro Trump, la sua posizione è in bilico e che l’ultimo baluardo contro lo strapotere dei Clinton e dell’Europa potrebbe essere proprio lui. Anche il Tycoon è sotto stretta osservazione. Gli eventi del 6 gennaio hanno dimostrato che ci sono ancora persone libere, attente a smascherare le trame dei poteri forti. Le élite lo sanno e hanno paura. Per questo cercano di delegittimare Trump. Per questo The Donald deve mantenere un profilo basso se non vuole che il deep state lo metta a tacere per sempre, con il sostegno dell’opinione pubblica mondiale. In attesa del 20 gennaio, quando si preannuncia lo scontro finale tra il bene e il male durante le celebrazioni per l’insediamento di Biden.

Post verità – Tutto quello che è stato scritto in questo articolo è falso, se si escludono le informazioni già note come l’assalto al Congresso dei sostenitori di Trump e la partecipazione di Jake Angeli alle proteste. Ma nell’era di internet e del mondo interconnesso è facile imbattersi in articoli come questo e, se fatti bene, è facile perfino arrivare a crederci. Se non si vuole finire vittima della post-verità è importante diventare osservatori attenti, saper riconoscere cosa si sta leggendo, confrontare le fonti e verificarle. Credere solamente a ciò che è testimoniato dai fatti. 

2 pensieri su “Trump e Maduro contro il deep state, cosa c’è dietro l’assalto a Capitol Hill

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